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Nun camas - Avanti le Quinte

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Presentazione
Le madri di Plaza de Mayo. Sì. Ancora loro. Eterno esempio. Eterno incoraggiamento. Esempio di forza e di coraggio, anzi, esempi di determinazione.
Sì. Questo spettacolo parla di loro. No. Questo spettacolo parla di me. Anzi, no. Questo spettacolo parla di loro attraverso me. Io vorrei prendere da loro, da loro nutrire me e nutrire noi attraverso loro.
Perché cose terribili sono accadute. Perché cose terribili non avvengano più. Da qui il titolo Nunca más (mai più)
Nunca más è il titolo del rapporto della Comisiòn Nacional sobre la Desapariciòn de Personas (CONADEP) Argentina datato settembre 1984, voluto nei primi anni ottanta per indagare su migliaia di casi di desaparecidos avvenuti durante la dittatura militare argentina (1976-1983). È perché sono donna .È perché sono orgogliosa di essere donna. Di essere madre.Di essere moglie, compagnia, amante. È perché lo sono e vorrei esserlo sempre di più.
Come i cannibali di alcune tribù mangiavano il cuore dei nemici vinti in battaglia per far proprio il loro coraggio così io mi nutro di storie coraggiose per far mio orgoglio e coraggio di donne che “non conosco”.
Così mi dò in pasto, dò in pasto il mio corpo, la mia voce, la mia paura, la mia emozione, la mia voglia di apparire ed essere e, se qualcuno vuole, mi mangi tutta perché, mangiando me, ne mangia mille altre e suo diventerà il coraggio.
Come un tamburo, la pelle del cuore tesa dal dolore suona parole, emozioni, ma mai sconfitte. Inutile forse dire che nessuno anela al dolore, al grande dolore, ma avviene, esiste e spesso, se vogliamo, ci trasforma in persone migliori.
Nessuna madre avrebbe voluto perdere il proprio figlio, i propri figli. Le madri di Plaza de Mayo dichiarano che sono stati i loro figli a farle nascere, a partorirle con dolore, le hanno messe al mondo loro con la loro scomparsa. Anche qui forse sarebbe inutile dirlo, ma lo dico, tutte avrebbero preferito non rinascere, continuare a “far finta” di vivere ma avere i propri figli accanto, in vita. Ma non è stato così.
Accadono cose terribili. Anziché chiudere, hanno deciso di aprire, anche se con paura. Hanno deciso di gridare, anche se la loro voce sembrava muta. Hanno deciso di dare fastidio, anche se sono state lasciate sole.
Poi si sono unite, in un dolore senza più lacrime, in un dolore che sfianca, in un dolore che, fortunatamente, muove e non paralizza. Parlo di loro perché sono fiera di loro. Parlo di loro perché voglio imparare.
Parlo di loro perché noi uniti non dobbiamo darla vinta alla paura, al dolore, alla barbarie, all’inferno. Loro non sono un’invenzione, sono vere davvero!
L’ amore richiede coraggio
Il vero amore rende coraggiosi.
Bruna Bertoni Per Valeria Calzolari
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